OSTERIA DA CIACCO
Brescia Via indipendenza, 23/a
Tel.030.361797 chiuso domenica
Al ciacco a sant eufemia (frazione di Brescia verso est) non ci andavo quasi mai per quella dose di caratterialita' del proprietario che non ti chiedeva nemmeno se volevi il dolce. Pero' si mangiava bene.
Ora ha cambiato gestione e che cosa e' rimasto di quel ristorante un tempo inserito nell'elenco dell'Accademia della Cucina italiana?
Ve lo dico io: e' rimasto l'arredamento e la presunzione di essere un gran ristorante. Il fatto che si presume anche nei prezzi ed allora anche lo zappatore diventa esigente. Mentre gli altri sfogliano il menu io mi dedico alla lista vini e penso ne manchi qualche pagina perche' non ci sono vini italiani. Come mai? il patron ci spiega che a Sant'Eufemia nell'arco di 1 km ci sono 12 ristoranti ed allora hanno voluto proporre qualcosa di diverso. Poi aggiunge anche un "magari volevate un Rosso di Franciacorta?". Il postulato sui vini non vale per il menu' che propone i soliti piatti della ristorazione bresciana. Mi faccio un "Manzo all' olio" che sembra piu' un bollito mentre i miei soci provano normali casoncelli e delle costolette d'agnello ai ferri. Beviamo del Tempranillo spagnolo e paghiamo quasi un quarantino a testa. Mi dispiace perche' la gestione e' anche simpatica e ci lasciano chiacchierare fino a tardi: ma non ci tornero'.
Peccato perche' avrei queste domande da fare:
-perche volete cucinare l'agnello se non avete le braci ma solo la piastra a gas?
-perche' volete darmi un vino spagnolo di bodega quando un normale Barone Pizzini Curtefranca costa la meta' e vale il doppio.
Brescia Via indipendenza, 23/a
Tel.030.361797 chiuso domenica
Al ciacco a sant eufemia (frazione di Brescia verso est) non ci andavo quasi mai per quella dose di caratterialita' del proprietario che non ti chiedeva nemmeno se volevi il dolce. Pero' si mangiava bene.
Ora ha cambiato gestione e che cosa e' rimasto di quel ristorante un tempo inserito nell'elenco dell'Accademia della Cucina italiana?
Ve lo dico io: e' rimasto l'arredamento e la presunzione di essere un gran ristorante. Il fatto che si presume anche nei prezzi ed allora anche lo zappatore diventa esigente. Mentre gli altri sfogliano il menu io mi dedico alla lista vini e penso ne manchi qualche pagina perche' non ci sono vini italiani. Come mai? il patron ci spiega che a Sant'Eufemia nell'arco di 1 km ci sono 12 ristoranti ed allora hanno voluto proporre qualcosa di diverso. Poi aggiunge anche un "magari volevate un Rosso di Franciacorta?". Il postulato sui vini non vale per il menu' che propone i soliti piatti della ristorazione bresciana. Mi faccio un "Manzo all' olio" che sembra piu' un bollito mentre i miei soci provano normali casoncelli e delle costolette d'agnello ai ferri. Beviamo del Tempranillo spagnolo e paghiamo quasi un quarantino a testa. Mi dispiace perche' la gestione e' anche simpatica e ci lasciano chiacchierare fino a tardi: ma non ci tornero'.
Peccato perche' avrei queste domande da fare:
-perche volete cucinare l'agnello se non avete le braci ma solo la piastra a gas?
-perche' volete darmi un vino spagnolo di bodega quando un normale Barone Pizzini Curtefranca costa la meta' e vale il doppio.
postato da: zappatore alle ore 18:47 | Link | commenti (2)
categoria:brescia, ristoranti e trattorie, ogni giorno nasce un cucco
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